FEDERAZIONE SCACCHISTICA ITALIANA

Settore Organizzazione Periferica

RELAZIONE

PRIMA FASE – RICOGNIZIONE

Si è ritenuto di iniziare la prima fase degli interventi con la ricognizione dello stato attuale della situazione in tutti i Comitati Regionali così come deliberato in una delle recenti riunioni del Consiglio Direttivo della Federazione, riunione in cui è stato approvato lo schema del questionario poi inviato a tutti i Presidenti di Comitato Regionale.

Si era provveduto preliminarmente ad aggiornare l’elenco dei Presidenti dei Comitati Regionali, completo di tutte le indicazioni necessarie per instaurare contatti continui e duraturi. Va detto che tale elenco necessita di continui aggiornamenti.

Dai contatti avuti con i 21 Comitati Regionali, 19 (pari al 90%) hanno restituito il questionario; tutti i questionari sono sufficientemente completi.

Occorre però dire che le realtà regionali, quali si evincono dai dati ottenuti mediante questa indagine, possono dimostrarsi profondamente diverse se esaminate in maniera strutturalmente più fine, cioè a livello provinciale.

A) ASSEMBLEE

Dall’esame delle singole voci si rileva che l’86 % dei Comitati Regionali ha tenuto una riunione di assemblea durante il 1998 con preferenza per il primo quadrimestre dell’anno; i rimanenti solo nel ’97.

In tutti i Comitati Regionali, tranne uno, è stato redatto un verbale di questa riunione: l’85 % lo ha inviato alla FSI, mentre solo il 54 % l’ha inviato ai Circoli.

Il consigliere Manzardo mi fa notare che 13 Comitati Regionali su 21, pari al 62 %, non hanno ancora inviato alla FSI lo statuto del Comitato stesso. I Presidenti di quei Comitati regionali che sono dotati di statuto, che non l’avessero ancora inviato alla FSI, sono pregati di inviarlo al più presto.

La presenza media dei Circoli alle assemblee dei Comitati Regionali si attesta intorno al 56 % e chiaramente non dimostra un grande interesse dei presidenti dei circoli per le assemblee regionali.

L’attuazione delle delibere prese risulta essere buona nel 79 % dei casi, mediocre nel 21 %, scarsa in un solo caso.

B) ELEZIONI

Le date previste per le prossime assemblee sono vicine e dimostrano un interesse per il rispetto delle scadenze: forse bisognerebbe dare un segnale circa la periodicità, che varia da Regione a Regione (biennale, triennale, quadriennale).

C) INCARICHI REGIONALI E PROVINCIALI

Più diversificata sembra essere la situazione relativa alle cariche regionali e provinciali.

A livello regionale è spesso presente un vice presidente, un segretario, un tesoriere, un responsabile del settore giovanile; cominciano a comparire i responsabili di Internet.

Alcuni fra i Comitati Regionali meglio organizzati hanno una struttura più complessa dove il lavoro è diviso in più settori ed i risultati, in termini di attività, sono migliori.

Per quanto riguarda le province, nei casi in cui esiste un adeguato numero di Circoli, sono stati costituiti i Comitati Provinciali; le rimanenti province dispongono, comunque, di un delegato provinciale. Fa eccezione una sola Regione, la Toscana, dove la situazione è ancora fluida: tre province sono scoperte e, delle altre, pare che le informazioni fornite siano superate. Inoltre non mi risulta che ci sia un delegato provinciale per la provincia di Rieti.

D) MANIFESTAZIONI

Dall’analisi delle risposte ricevute si evince che, tranne per i Campionati Italiani a Squadre, per i quali si nota qualche lacuna, in tutte le Regioni si svolge una buona attività, sia pure con qualche dislivello fra Regione e Regione; inoltre, nella maggior parte dei casi tale attività è adeguatamente programmata anche se la periodicità delle manifestazioni non è allo stesso livello della programmazione.

E) ATTIVITA’ FORMATIVA E DIVULGATIVA

I corsi per Docenti, per Istruttori e per Arbitri sono stati svolti nel 20 – 30 % delle Regioni (quelle a riconosciuta maggiore organizzazione e quindi attività), mentre corsi generici nelle scuole sono svolti da anni e con una certa regolarità nel 70 % delle Regioni.

F) SCACCHI A SCUOLA

Tutti i Presidenti dei Comitati Regionali sono informati del protocollo d’intesa fra il Ministero della Pubblica Istruzione e il CONI e delle successive circolari; nel 68 % dei casi sono stati nominati anche responsabili provinciali per Scacchi a Scuola. In due comitati sono stati nominati dei responsabili regionali.

G) CENTRI DI AVVIAMENTO ALLO SPORT

Al momento della compilazione dei questionari la costituzione dei Centri di Avviamento allo Sport era ancora in discussione e quindi molti presidenti di Comitati Regionali sconoscevano il problema. Gli ultimi questionari, che mi sono pervenuti nella prima decade di febbraio, segnalano che è in corso la loro costituzione in numerosi Circoli.

H) INCONTRI CON I RESPONSABILI DI ZONA

Sulla opportunità che i presidenti dei Comitati Regionali si incontrino periodicamente con i responsabili di zona dell’Organizzazione periferica, l’87 % ritiene che ciò sia molto o abbastanza utile, mentre il resto lo ritiene poco utile.

I) SUGGERIMENTI PROVENIENTI DAI COMITATI REGIONALI

Il 60 % dei Comitati Regionali ha ritenuto di esprimere suggerimenti circa utili iniziative da proporre al Consiglio Direttivo della FSI. Tra le proposte pervenute non vi è molta omogeneità per cui si è ritenuto di riportarne, in sintesi, i concetti generali espressi.

  1. Intensificare i contatti con le scuole;
  2. Istituire un Campionato giovanile a squadre;
  3. Coordinare un calendario semestrale dei tornei semilampo, anche solo per zona;
  4. Istituire rubriche settimanali su stampa locale per diffusione di notizie locali e nazionali;
  5. Maggiore pubblicità sui mass-media degli avvenimenti scacchistici;
  6. Più frequenti incontri fra i presidenti dei Comitati Regionali in date diverse dall’Assemblea;
  7. Intensificare i contatti fra FSI e Comitati Regionali;
  8. Maggiore celerità nell’approvazione di atti periferici; (ricorrente)
  9. Diffondere elenco arbitri;
  10. Incrementare il numero e la qualifica degli arbitri nelle zone carenti;
  11. Chiedere parere ai Comitati Regionali su argomenti di rilevante importanza;
  12. Ammettere i presidenti dei Comitati Regionali al Consiglio FSI;
  13. Maggiori dettagli sui contributi.

L) CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE SULLA PRIMA FASE

Sulla base delle informazioni acquisite attraverso i questionari sembra di poter concludere che la situazione sia tutt’altro che cattiva, ma ancora molto resta da fare.

Le stesse informazioni ricevute presentano qualche incongruenza: per esempio nel solo caso in cui non è stato redatto il verbale dell’assemblea, a cui erano presenti solo il 50 % dei circoli, la attuazione delle delibere risultava buona. In alcuni casi la distanza temporale fra le ultime assemblee non corrisponde con la periodicità dichiarata.

Esistono inoltre, come d’altra parte era già a tutti noto, zone di luce e di ombra.

Alcune regioni (quattro o cinque su ventuno), a causa della migliore organizzazione presentano una maggiore attività sia agonistica che organizzativa. Ciò è dovuto molto probabilmente alla possibilità di poter disporre di un maggior numero di persone che dedica più tempo alle attività scacchistiche.

Una migliore definizione del reale stato della situazione per ciascuna provincia, si potrà avere con maggiore certezza via via che l’attività del settore dell’organizzazione periferica diverrà più incisiva e riuscirà a penetrare meglio nelle singole realtà locali, almeno per quanto lo consentiranno, con la loro collaborazione, i vari organi periferici.

 

SECONDA FASE

Si ritiene opportuno avviare subito una seconda fase in cui si rende necessario entro poco tempo:

  1. completare le conoscenze dei pochi dati ancora mancanti a livello regionale;
  2. approfondire le conoscenze a livello provinciale in modo sistematico;
  3. aumentare la presenza della Federazione attraverso contatti e/o incontri con i presidenti di Comitato Regionale;
  4. Abbreviare i tempi di risposta alle richieste che provengono dagli organi periferici (ratifiche di atti, nomine, attestati, ecc.);
  5. Decentrare il rilascio delle attestazioni di affiliazione ai fini delle richieste di contributi, in atto rilasciate da FSI, Comitati Regionali, Delegati Provinciali.

Le modalità di questi interventi verranno concordate con i responsabili di zona, sentito anche il parere del Consiglio Direttivo della FSI e di alcuni dei presidenti di Comitato Regionale più interessati alla cosa.

E’ sembrato di capire che nelle Regioni a minore sviluppo ci sia una carenza di informazione, oltre che, come già detto, di personale, per cui si ritiene che sia necessario intervenire con circolari, opuscoli o altro materiale al fine di rendere più facili le modalità di esecuzione di alcuni iter burocratici purtroppo necessari per ben condurre una corretta attività scacchistica. A titolo di esempio sarebbe il caso di spiegare nei dettagli tutto ciò che occorre fare presso le Scuole ed i Provveditorati agli Studi per avviare i corsi nelle scuole o i corsi per docenti; oppure ancora i Sigg.ri Revisori potrebbero formulare uno schema sintetico illustrando come deve essere concepito un bilancio di società sportiva e così via.

Naturalmente, a quanto detto sopra si unirà un continuo dialogo, ormai avviato con l’occasione della compilazione del questionario, attraverso il quale, i responsabili di zona ed il coordinatore dell’organizza-zione periferica, manterranno un continuo contatto con i Comitati Regionali e con i Delegati provinciali con l’intento di aumentare la frequenza dei contatti e di concertare le azioni necessarie per un più proficuo sviluppo dell’attività scacchistica, anche per venire incontro alla richiesta di una "maggiore presenza della FSI" a livello periferico.

Quanto prima saranno inviate ai Consiglieri della FSI ed ai presidenti dei Comitati Regionali le schede dell’organigramma di ciascuna Regione, redatte sulla base delle informazioni pervenute.

Ovviamente il settore dell’organizzazione periferica sarà sempre attenta a tutto ciò che il Consiglio Direttivo riterrà opportuno proporre in merito.

I Responsabili di Zona Il Coordinatore

24 marzo 1999

Sergio Ventura Giuseppe Lamonica

Vincenzo Gaoni

Macello Perrone